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Gli errori dell’Agenzia delle Entrate

Quando lo SdI rifiuta una fattura manda una ricevuta di scarto con un codice di cinque cifre e una frase scritta per chi ha davanti il tracciato. Qui trovi tutti e 69 i codici: a sinistra la descrizione ufficiale, a destra cosa vuol dire e dove mettere le mani.

Le descrizioni ufficiali sono quelle dell’Agenzia delle Entrate: l’Elenco dei controlli effettuati sul file fattura, versione 2.0, e per i sei codici che l’Elenco non riporta — 00313, 00325, 00326, 00327, 00330 e 00460, che riguardano le fatture fra privati o la semplificata — l’Allegato A, Specifiche tecniche versione 1.9.1, utilizzabile dal 15 maggio 2026. Non sono riscritte: sono copiate.

Il file e la firma

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
00001Nome file non validoIl nome del file non rispetta la regola: paese, identificativo del trasmittente, un separatore e un progressivo (per esempio IT01234567890_00001.xml). Non è la fattura a essere sbagliata, è come si chiama il file.
00002Nome file duplicatoUn file con quel nome era già stato mandato. Il progressivo nel nome va cambiato a ogni invio, anche se rimandi la stessa fattura corretta.
00003Le dimensioni del file superano quelle ammesseIl file supera i limiti: 5 MB per la fattura singola. Quasi sempre la colpa è di un allegato pesante incorporato nell’XML.
00106File / archivio vuoto o corrottoIl file è vuoto o si è rovinato per strada. Rigeneralo e rimandalo: non c’è niente da correggere dentro.
00200File non conforme al formato (nella descrizione del messaggio è riportata l’indicazione puntuale della non conformità)L’XML non rispetta lo schema: manca un campo obbligatorio, o ce n’è uno fuori posto, o con un valore non ammesso. Il messaggio di scarto dice il punto esatto — leggilo, è la parte utile.
00201Non è possibile procedere con ulteriori controlli, perché gli errori di formato presenti nel file superano il massimo previsto (50)Gli errori di forma sono troppi perché lo SdI continui a controllare. Di solito significa che il file è stato prodotto male in partenza.
00100Certificato di firma scadutoIl certificato con cui hai firmato era scaduto al momento della firma. Rinnova la firma digitale e rifirma.
00101Certificato di firma revocatoIl certificato di firma è stato revocato. Come sopra: serve una firma valida.
00102La firma elettronica apposta al file non risulta validaLa firma non risulta valida: spesso il file è stato modificato dopo essere stato firmato, anche solo riaperto e risalvato.
00103Alla firma elettronica apposta al file manca il riferimento temporaleAlla firma manca il riferimento temporale: per lo SdI è l’attributo «signing time», che deve stare dentro la firma stessa. Rifirma con un programma che lo scriva: la marca temporale non serve.
00104La CA (Certification Authority) che ha emesso il certificato di firma non risulta nell’elenco delle CA affidabiliL’ente che ha emesso il tuo certificato non è fra quelli riconosciuti. Serve una firma rilasciata da un certificatore riconosciuto, cioè un prestatore di servizi fiduciari qualificato.
00105Il riferimento temporale associato alla firma elettronica apposta al file è successivo alla data di ricezione del fileLa data della firma è successiva a quella di ricezione: di solito è l’orologio del computer sbagliato.
00107Il certificato di firma non è validoIl certificato di firma non è valido. Controlla scadenza e stato con il programma della tua smart card.

Partite IVA e codici fiscali

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
003001.1.1.2 IdCodice non validoIl codice fiscale del trasmittente, nel blocco 1.1.1, non risulta in anagrafe tributaria. È il codice di chi manda il file: tu o il tuo intermediario.
003011.2.1.1.2 IdCodice non validoLa partita IVA di chi emette la fattura non risulta in anagrafe tributaria, oppure risulta cessata alla data della fattura o prima. Non basta che sia scritta giusta: deve esistere ed essere attiva. Per TD16, TD20 e TD29 la cessazione si controlla in un altro modo: è il 00323.
003021.2.1.2 CodiceFiscale non validoIl codice fiscale di chi emette non è valido.
003031.3.1.1.2 IdCodice o 1.4.4.1.2 IdCodice non validoLa partita IVA di un rappresentante fiscale non è valida: il tuo (blocco 1.3) o quello del cliente (blocco 1.4.4). Non c’entra il terzo intermediario, che sta nel blocco 1.5.
003041.3.1.2 CodiceFiscale non validoIl codice fiscale del tuo rappresentante fiscale non è valido (blocco 1.3.1.2). Anche qui non c’entra il terzo intermediario.
003051.4.1.1.2 IdCodice non validoLa partita IVA del cliente non è valida. È l’errore più frequente in assoluto: il dato arriva dal cliente e nessuno lo ricontrolla.
003061.4.1.2 CodiceFiscale non validoIl codice fiscale del cliente non è valido. Attenzione ai caratteri che si somigliano: lo zero e la lettera O.
003201.2.1.1 IdFiscaleIVA e 1.2.1.2 CodiceFiscale non coerentiPartita IVA e codice fiscale di chi emette non appartengono allo stesso soggetto.
003211.2.1.2 CodiceFiscale di soggetto non partecipante al gruppo IVAIl codice fiscale indicato non fa parte del gruppo IVA dichiarato.
003221.2.1.2 CodiceFiscale non presente a fronte di 1.2.1.1 IdFiscaleIVA di gruppo IVAHai indicato una partita IVA di gruppo IVA senza il codice fiscale del singolo partecipante: in quel caso serve.
003231.2.1.1.2 IdCodice corrispondente a una partita IVA cessata da oltre 5 anniVale solo per TD16, TD20 e TD29, documenti che prepara il cliente con il fornitore nel blocco del cedente: la partita IVA del fornitore risulta cessata da più di cinque anni rispetto alla data del documento.
003241.4.1.1 IdFiscaleIVA e 1.4.1.2 CodiceFiscale non coerentiPartita IVA e codice fiscale del cliente non appartengono allo stesso soggetto.
003251.4.1.2 CodiceFiscale di soggetto non partecipante al gruppo IVACome il 00321, ma dal lato del cliente: il codice fiscale indicato non fa parte del gruppo IVA dichiarato.
003261.4.1.2 CodiceFiscale non presente a fronte di 1.4.1.1 IdFiscaleIVA di gruppo IVACome il 00322, ma dal lato del cliente: partita IVA di un gruppo IVA senza il codice fiscale del singolo partecipante.
003271.4.1.2 CodiceFiscale di gruppo IVA non riferito ad un partecipante, in assenza di IdFiscaleIVA di gruppo IVAIl cliente fa parte di un gruppo IVA e non gli hai messo la partita IVA: allora nel codice fiscale ci va quello della società partecipante, non quello del gruppo. È il controllo più nuovo di tutti: arriva con le specifiche 1.9.1, utilizzabili dal 15 maggio 2026.
004171.4.1.1 IdFiscaleIVA e 1.4.1.2 CodiceFiscale non valorizzati (almeno uno dei due deve essere valorizzato)Del cliente non hai indicato né partita IVA né codice fiscale: almeno uno dei due è obbligatorio. Per un privato è il codice fiscale.

A chi va la fattura

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
003111.1.4 CodiceDestinatario non validoIl codice destinatario non esiste: non è fra quelli che lo SdI ha assegnato ai canali di ricezione, né fra i codici ufficio dell’indice IPA. Ricontrolla di averlo copiato bene, o fattelo confermare dal cliente. Se invece il problema è la lunghezza — sette caratteri verso la P.A., sei verso un privato — lo scarto è un altro: il 00427.
003121.1.4 CodiceDestinatario non attivoIl codice destinatario esiste ma il canale non è attivo. Chiedi al cliente il recapito aggiornato: spesso ha cambiato gestionale.
00313l’elemento 1.1.4 CodiceDestinatario può essere valorizzato con “XXXXXXX” per comunicare i dati di fatture emesse esclusivamente verso soggetti non residenti (1.4.1.1 IdFiscaleIVA deve essere valorizzato e 1.4.1.1.1 IdPaese deve essere diverso da “IT”)Il codice destinatario XXXXXXX è riservato ai clienti non residenti, e non basta scriverlo: il cliente deve avere la partita IVA valorizzata con un paese diverso da IT. Verso un cliente italiano quel codice non si usa.
003301.1.6 PECDestinatario contenente un valore non ammessoNella PEC del destinatario hai messo un indirizzo che lo SdI non ammette — di solito una casella PEC dello SdI stesso. Lì va la PEC del cliente, e solo se il codice destinatario è 0000000.
004271.1.4 CodiceDestinatario di 7 caratteri non ammesso a fronte di 1.1.3 FormatoTrasmissione con valore FPA12 o 1.1.4 CodiceDestinatario di 6 caratteri non ammesso a fronte di 1.1.3 FormatoTrasmissione con valore FPR12 o FSM10Codice destinatario e formato di trasmissione non vanno d’accordo: FPA12 vuole sei caratteri, FPR12 ne vuole sette.
00398Codice Ufficio presente ed univocamente identificabile nell’anagrafica IPA di riferimento, in presenza di 1.1.4 CodiceDestinatario valorizzato con codice ufficio “Centrale”Riguarda solo la P.A.: hai usato il codice dell’ufficio «Centrale», ma nell’indice IPA quell’ente ha un solo ufficio di fatturazione attivo oltre al Centrale. Va indicato quello.
00399CessionarioCommittente presente nell’anagrafica IPA di riferimento in presenza di 1.1.3 FormatoTrasmissione valorizzato a “FPR12”Riguarda solo la P.A.: il cliente sta nell’indice delle Pubbliche Amministrazioni, ma hai usato il formato dei privati, FPR12. La fattura va emessa come fattura P.A., in formato FPA12.
004281.1.3 FormatoTrasmissione non coerente con il valore dell’attributo VERSIONIl formato di trasmissione (FPA12 o FPR12) non è lo stesso scritto nell’attributo versione del tag FatturaElettronica, quello che apre il file: i due devono coincidere.

Numero, date, duplicati

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
004032.1.1.3 Data successiva alla data di ricezioneLa data della fattura è nel futuro rispetto al giorno in cui la mandi.
00404Fattura duplicataLo SdI ha già una fattura dello stesso cedente con lo stesso numero e una data dello stesso anno. Il tipo di documento conta solo se una delle due è una nota di credito (TD04); la data intera conta solo con Art73 a SI; per TD16, TD17, TD18, TD19, TD20, TD22, TD23, TD28 e TD29 il confronto si fa sul cessionario, che è chi numera quei documenti. Le fatture scartate, e quelle rifiutate dalla P.A., non entrano nel confronto: se stai rimandando una fattura scartata, numero e data si tengono, e cambiarli ti lascia un buco nella numerazione. Quello che va cambiato a ogni invio è il progressivo nel nome del file.
00409Fattura duplicata nel lottoDentro lo stesso lotto ci sono due fatture con lo stesso numero e una data dello stesso anno: il confronto è quello del 00404.
004182.1.1.3 Data antecedente a 2.1.6.3 DataLa data della fattura è precedente a quella della fattura collegata, nel blocco 2.1.6 (per esempio la fattura che una nota di credito rettifica).
004252.1.1.4 Numero non contenente caratteri numericiIl numero della fattura non contiene nemmeno una cifra. Fattura/A non va bene; 2026/1 sì.

IVA, natura e conti

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
004002.2.1.14 Natura non presente a fronte di 2.2.1.12 AliquotaIVA pari a zeroAliquota a zero senza spiegare perché: quando l’IVA non c’è, serve la Natura che ne indica il motivo (esente, non imponibile, escluso, inversione contabile).
004012.2.1.14 Natura presente a fronte di 2.2.1.12 AliquotaIVA diversa da zeroIl contrario: hai messo una Natura su una riga che ha l’IVA. Se l’aliquota è diversa da zero, la Natura non ci va.
004132.1.1.7.7 Natura non presente a fronte di 2.1.1.7.5 AliquotaIVA pari a zeroCome il 00400, ma nella cassa previdenziale.
004142.1.1.7.7 Natura presente a fronte di 2.1.1.7.5 <Aliquota IVA> diversa da zeroCome il 00401, ma nella cassa previdenziale.
004292.2.2.2 Natura non presente a fronte di 2.2.2.1 AliquotaIVA pari a zeroAliquota a zero senza Natura, questa volta nel riepilogo.
004302.2.2.2 Natura presente a fronte di 2.2.2.1 <Aliquota IVA> diversa da zeroNatura presente con aliquota diversa da zero, nel riepilogo.
004192.2.2 DatiRiepilogo non presente in corrispondenza di almeno un valore di 2.1.1.7.5 AliquotaIVA o 2.2.1.12 AliquotaIVAC’è un’aliquota nelle righe che non compare nel riepilogo. Ogni aliquota usata deve avere il suo blocco di riepilogo.
004202.2.2.2 Natura con valore di tipo N6 a fronte di 2.2.2.7 EsigibilitaIVA uguale a S (scissione pagamenti)Scissione dei pagamenti con Natura N6: le due cose si escludono. Con la scissione l’IVA c’è, la versa il cliente.
004212.2.2.6 Imposta non calcolato secondo le regole definite nelle specifiche tecnicheL’imposta del riepilogo non torna: deve essere imponibile × aliquota, arrotondato al centesimo.
004222.2.2.5 ImponibileImporto non calcolato secondo le regole definite nelle specifiche tecnicheL’imponibile del riepilogo non torna. È la somma dei prezzi totali delle righe con quell’aliquota, più la cassa previdenziale e l’eventuale arrotondamento: sono le due voci che si dimenticano.
004232.2.1.11 PrezzoTotale non calcolato secondo le regole definite nelle specifiche tecnicheIl prezzo totale di una riga non torna. Lo sconto si toglie al prezzo unitario, poi si moltiplica: (prezzo unitario − sconto) × quantità. Toglierlo dal totale dà un altro numero appena la quantità non è uno.
004242.2.1.12 AliquotaIVA o 2.2.2.1< AliquotaIVA> o 2.1.1.7.5 AliquotaIVA non indicata in termini percentualiL’aliquota va scritta come percentuale: 22.00, non 0.22.
00443Non c’è corrispondenza tra i valori indicati nell’elemento 2.2.1.12 AliquotaIVA o 2.1.1.7.5 AliquotaIVA e quelli dell’elemento 2.2.2.1 ALiquotaIVALe aliquote delle righe e quelle del riepilogo non corrispondono.
00444Non c’è corrispondenza tra i valori indicati nell’elemento 2.2.1.14 Natura o 2.1.1.7.7 Natura e quelli dell’elemento 2.2.2.2 NaturaLe Nature delle righe e quelle del riepilogo non corrispondono.
00445(controllo in vigore dal primo gennaio 2021) - Non è più ammesso il valore generico N2, N3 o N6 come codice natura dell’operazioneDal 2021 le nature generiche N2, N3 e N6 non bastano più: serve il codice esteso (N2.1, N3.4, N6.2 e simili).
004372.1.1.8.2 Percentuale e 2.1.1.8.3 Importo non presenti a fronte di 2.1.1.8.1 Tipo valorizzatoHai indicato il tipo di sconto o maggiorazione senza dire quanto: serve la percentuale o l’importo.
004382.2.1.10.2 Percentuale e 2.2.1.10.3 Importo non presenti a fronte di 2.2.1.10.1 Tipo valorizzatoCome sopra, ma sullo sconto di una singola riga.
00460Importo totale superiore al limite previsto per le fatture semplificate ai sensi del DPR 633/72, art. 21 bisSolo per la fattura semplificata: il totale supera i 400 euro. L’art. 21-bis del DPR 633/72 scrive 100 euro e permette di alzare il limite per decreto: i 400 euro vengono dal decreto del Ministero dell’economia del 10 maggio 2019. Sopra quella cifra serve la fattura ordinaria. Fanno eccezione il regime forfettario, il regime transfrontaliero di franchigia IVA e la rettifica di una fattura già emessa.

Ritenuta

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
004112.1.1.5 DatiRitenuta non presente a fronte di almeno un blocco 2.2.1 DettaglioLinee con 2.2.1.13 Ritenuta uguale a SIAlmeno una riga ha la ritenuta, ma il blocco dei dati della ritenuta non c’è.
004152.1.1.5 DatiRitenuta non presente a fronte di 2.1.1.7.6 Ritenuta uguale a SILa cassa previdenziale è soggetta a ritenuta, ma il blocco dei dati della ritenuta manca.

Tipo documento e autofatture

CodiceCome lo scrive l’AgenziaCosa vuol dire
00471Per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 TipoDocumento il cedente/prestatore non può essere uguale al cessionario/committentePer quel tipo di documento chi emette e chi riceve non possono coincidere.
00472Per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 TipoDocumento il cedente/prestatore deve essere uguale al cessionario/committenteCon TD21 (autofattura per splafonamento) e TD27 (autoconsumo o cessioni gratuite senza rivalsa) chi emette e chi riceve devono coincidere: sono fatture che mandi a te stesso.
00473Per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 TipoDocumento il valore nell’elemento 1.2.1.1.1 IdPaese non è ammessoPer TD17, TD18, TD19 e TD28 il paese del cedente non può essere IT: quei documenti riguardano un acquisto da un fornitore estero o di San Marino, e nel blocco del cedente va il paese suo, non il tuo. Con TD17 e TD19 è ammesso anche OO, per le operazioni di chi sta a Livigno o a Campione d’Italia. Il TD29 vuole il contrario: il cedente deve essere IT.
00474Per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 TipoDocumento non sono ammesse linee di dettaglio con l’elemento 2.2.1.12 AliquotaIVA contenente valore zeroNell’autofattura per splafonamento (TD21) ogni riga deve avere l’IVA: righe con aliquota zero non sono ammesse.
00475Per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 TipoDocumento deve essere presente l’elemento 1.4.1.1 IdFiscaleIVA del cessionario/committentePer quel tipo di documento la partita IVA del cliente è obbligatoria.
00476Gli elementi 1.2.1.1.1 IdPaese e 1.4.1.1.1 IdPaese non possono essere entrambi valorizzati con codice diverso da ITEmittente e cliente non possono essere tutti e due esteri.
00477Fattura recante titolo di non imponibilità ai fini IVA ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. c) DPR 26 ottobre 1972, n. 633, con Dichiarazione d’intento invalidataLa dichiarazione d’intento citata in fattura è stata invalidata dall’Agenzia. Non è una questione di plafond: quello lo SdI non lo vede.

Dopo lo scarto

Una fattura scartata non è stata emessa: per l’Agenzia non esiste. Se era partita nei termini, hai cinque giorni dalla notifica di scarto per rimandarla corretta con lo stesso numero e la stessa data, anche se nel frattempo è scaduto il termine per emetterla: vale come emessa in tempo. Non vale per le correzioni ripetute che portano l’emissione oltre i termini (risposta dell’Agenzia n. 103 del 2024).

Se l’XML ce l’hai già e devi solo sistemare un campo, aprilo nel correttore: tocca solo quello che cambi e lascia intatto tutto il resto del tracciato.