cartafattura
dall’XML alla carta, nel tuo browser

Come aprire un file XML di fattura elettronica

Apri il lettore e trascinaci il file. Si apre nel browser, impaginato come una fattura di carta. Non serve installare niente e il file non viene caricato da nessuna parte.

Perché a doppio clic non si legge

Il file che arriva dal Sistema di Interscambio è un XML: un formato scritto perché lo leggano i programmi, non le persone. Aperto a doppio clic esce una pagina di codice, oppure il computer chiede con quale programma aprirlo e nessuno di quelli proposti serve.

Qualche fattura porta con sé il foglio di stile dell’Agenzia delle Entrate e nel browser si vede già impaginata — ma dipende da chi l’ha emessa, e la maggior parte non ce l’ha. Fuori da quel caso restano tre strade: il portale Fatture e Corrispettivi, un programma da installare, oppure Cartafattura.

Cosa vedi quando la apri qui

La fattura viene mostrata per intero, nell’ordine in cui la leggeresti su carta: chi la emette e a chi, il numero e la data, le righe di dettaglio con quantità e prezzi, il riepilogo IVA per aliquota, i totali, le condizioni di pagamento con l’IBAN. In coda i dati tecnici della trasmissione, che a chi deve solo leggere e pagare non servono.

Intanto il programma fa il controllo di quadratura: le righe contro il riepilogo, l’imposta contro l’imponibile, il totale del documento. Se qualcosa non torna, sopra la fattura compare un avviso con la differenza in euro; se il totale non è dichiarato — cosa lecita, il campo è facoltativo — te lo dice lo stesso invece di segnalare un errore che non c’è.

Che file accetta

L’.xml semplice, la busta firmata .p7m (c’è una pagina che spiega come aprire un file .p7m), gli archivi .zip anche annidati, e una cartella intera. Il contenuto viene riconosciuto dai byte e non dal nome, quindi un file rinominato o senza estensione si apre lo stesso.

Se in un file ci sono più fatture — un lotto — escono tutte in elenco. I doppioni vengono riconosciuti, perché lo stesso documento arriva spesso sia come .xml sia come .p7m. E se un file è rotto, gli altri si aprono comunque: quello finisce fra i messi da parte, con scritto il motivo.

Domande che arrivano spesso

La stampa ha valore fiscale?

No. Il documento fiscalmente valido resta il file XML: quello che stampi è una rappresentazione di cortesia. E attenzione a un equivoco frequente: stampare non è conservare. L’XML va conservato a norma per dieci anni, in digitale — con il servizio gratuito dell’Agenzia o con un servizio di conservazione a norma. Un raccoglitore di fogli non assolve quell’obbligo.

I miei file vengono caricati da qualche parte?

No. La fattura viene aperta e letta dal browser, sul tuo computer: il file non viene inviato a nessun server, né nostro né di altri. Le regole di sicurezza del sito lo impediscono al browser anche volendo. Da qui partono solo un conteggio anonimo — una parola sola — e, se lo scrivi tu, un suggerimento: è spiegato per intero nelle note legali.

Quante fatture posso aprire insieme?

Migliaia: il limite è cinquemila file o cinquecento megabyte per volta, e gli archivi si aprono fino a cinque livelli l’uno dentro l’altro. Da un elenco lungo puoi scaricare uno ZIP con un PDF per ogni fattura, più il CSV delle testate per la quadratura col gestionale.

E la fattura semplificata?

Quella no, non ancora: il tracciato FSM10 è diverso e vuole un suo modo di essere impaginato. Viene riconosciuta e messa da parte con scritto il motivo, così sai perché non compare fra le altre.

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