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Dal 2027 il Testo Unico IVA: che cosa cambia in fattura

Il 1° gennaio 2027 le regole della fattura non cambiano, ma cambiano gli articoli che le contengono. Tre testi unici riscrivono al proprio interno le norme sparse in decine di leggi — il DPR 633/72 per l’IVA, i decreti del 1997 per le sanzioni, il DPR 642/72 per il bollo — e le numerano da capo. L’art. 21 sulla fatturazione diventa l’art. 72, il 17-ter dello split payment diventa il 65, l’art. 15 delle esclusioni il 29.

Fino al 31 dicembre 2026 si cita il numero vecchio. I testi unici sono già pubblicati in Gazzetta, ma ognuno rinvia la propria applicazione al 1° gennaio 2027. Citare oggi l’articolo nuovo è un errore quanto citare il vecchio fra tre mesi.

I tre testi unici

Testo unicoChe cosa raccoglieDa quando
IVA
D.Lgs. 10/2026
gran parte del DPR 633/72 e le norme IVA uscite dopo: fattura, fattura elettronica, split payment, conservazione, esterometro, corrispettivi1° gennaio 2027 (art. 171)
Sanzioni tributarie
D.Lgs. 173/2024
i D.Lgs. 471 e 472 del 1997: sanzioni per la fattura omessa o tardiva, il ravvedimento1° gennaio 2027 (art. 102)
Tributi indiretti
D.Lgs. 123/2025
registro, successioni e il DPR 642/72 sul bollo, compreso il bollo sulle fatture elettroniche1° gennaio 2027 (art. 205)

Che cosa non cambia

Il file. Il tracciato resta FatturaPA 1.2.3, con gli stessi campi e gli stessi controlli dello SdI. I codici Natura, i tipi documento e gli scarti sono quelli delle Specifiche tecniche dell’Agenzia, e il Testo Unico non li tocca.

Le descrizioni ufficiali. Nelle Specifiche la N1 resta «escluse ex art. 15 del DPR 633/72» e la N2.1 «non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del DPR 633/72», finché l’Agenzia non le riscrive. Non sono sbagliate: l’art. 170, comma 3, del Testo Unico stabilisce che quando leggi, decreti e provvedimenti richiamano una norma abrogata, il richiamo vale per l’articolo corrispondente del Testo Unico.

Gli importi. Aliquote, soglie, sanzioni e bollo restano quelli di oggi: un testo unico raccoglie, non riforma. I 2 euro di bollo oltre 77,47 euro, per esempio, sono gli stessi.

Che cosa cambia, in pratica

Tutto quello che in fattura scrivi tu, o il tuo programma, citando un articolo. Il caso più frequente è il riferimento normativo del riepilogo IVA (campo 2.2.2.8), obbligatorio quando c’è una Natura: «non imponibile art. 8 c. 1 lett. c) DPR 633/72» per l’esportatore abituale diventa «art. 45 c. 1 lett. d) TU IVA». Poi le diciture nella descrizione o nella causale, le note di variazione che citano l’art. 26 (che diventa il 92), e i testi fissi dei modelli di fattura nel gestionale.

Attenzione alle lettere e ai commi, che cambiano anche dove l’articolo sembra lo stesso. Nel reverse charge interno l’art. 17, comma 6, lettera a-bis) diventa l’art. 64, comma 6, lettera b); la lettera b) dei telefoni diventa la e). Chi corregge solo il numero dell’articolo sbaglia la lettera.

Le fatture a cavallo d’anno

L’art. 171 dice soltanto che le disposizioni del Testo Unico «si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2027». Non c’è una regola transitoria scritta per il caso tipico: un’operazione di dicembre 2026 fatturata a gennaio 2027, quando la differita lo consente. Al 21 ottobre 2026 non abbiamo trovato indicazioni dell’Agenzia su quale numero citare in quella fattura: è una domanda da fare a chi tiene la contabilità, e questa pagina la aggiornerà quando ci sarà una risposta ufficiale. Per lo SdI il riferimento normativo è testo libero: non verifica quale articolo ci scrivi.

Dove sono finite le norme

Le norme che questo sito cita, una per riga: a sinistra come si citano fino al 31 dicembre 2026, a destra dal 1° gennaio 2027, con il collegamento all’articolo nuovo su Normattiva. Corrispondenza letta sul testo pubblicato in Gazzetta e, per commi e lettere, confrontando lettera per lettera il testo vigente nei due anni.

Testo Unico IVA D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10

Testo Unico delle sanzioni tributarie D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 173

Testo Unico dei tributi indiretti (il bollo) D.Lgs. 1° agosto 2025, n. 123

Per l’IVA ogni articolo del Testo Unico dichiara in rubrica la norma da cui viene: chi cerca un articolo che qui non c’è lo trova nel testo integrale, nella pagina dei riferimenti normativi.

Controllato sul testo in Gazzetta e su Normattiva il 21/10/2026. Le corrispondenze servono a orientarsi: la norma giusta per la tua fattura la decide chi tiene la contabilità.