Come convertire una fattura elettronica in PDF
Apri il lettore, trascina l’XML e scarica il PDF. Cinque modelli di stampa, testo vero e selezionabile, niente da installare. Il file resta sul tuo computer.
Che cosa vuol dire «convertire»
Un XML di fattura non è un documento impaginato: è un elenco di dati. Per farne un PDF bisogna decidere dove va ogni cosa — l’intestazione, le righe, il riepilogo IVA, i totali, il pagamento — cioè rimetterlo in forma di fattura. È quello che succede qui: quello che vedi nell’anteprima è già il PDF, non una sua imitazione, quindi non ci sono sorprese al salvataggio.
Il PDF che esce
Il testo è testo vero: si seleziona, si copia, si cerca, e il file pesa poche decine di kilobyte. È una differenza che si sente quando le fatture sono duecento: i programmi che fotografano la pagina producono immagini sgranate allo zoom e mezzo megabyte l’una.
Puoi scegliere fra cinque modelli — moderno, classico, dattiloscritto, modulo continuo e old style — e fra due viste: compatta, che sta in una pagina e mostra solo i campi compilati, e completa, che mostra tutti i campi del tracciato con il trattino dove non c’è niente, così sai che un dato non c’era nel file, e non che la stampa l’ha lasciato fuori.
Su ogni foglio resta scritto che è una rappresentazione grafica di cortesia e che la firma digitale non è stata verificata. Non si può togliere, ed è giusto così: quel foglio può finire in mano a un cliente.
Tante fatture in una volta
Trascina una cartella o uno ZIP e ottieni uno ZIP con un PDF per ogni fattura, più il CSV delle testate — una riga per fattura — che è quello che serve a uno studio per la quadratura col gestionale. C’è anche il CSV delle righe di dettaglio e l’estrazione degli allegati incorporati nell’XML.
Domande che arrivano spesso
Il PDF ha valore fiscale?
No, e nessun PDF ce l’ha: il documento valido è il file XML originale. Il PDF serve a leggere, a mandare una copia al cliente, a tenere qualcosa in mano. E stampare non è conservare: l’XML va conservato a norma per dieci anni, in digitale.
Funziona con le fatture firmate .p7m?
Sì. La busta viene aperta e la fattura che contiene viene impaginata come le altre — c’è una pagina che spiega come aprire un file .p7m. La firma però non viene verificata: per quello serve un programma di verifica della firma digitale.
Come si chiamano i file che escono?
Il PDF prende un nome parlante, con il numero della fattura e il momento in cui l’hai salvato, così due salvataggi dello stesso documento non si sovrascrivono. L’XML invece no: quello prende il nome che pretende lo SdI — paese, identificativo di chi trasmette e progressivo — perché altrimenti viene respinto prima ancora di essere letto.
Serve il collegamento a internet?
Serve per aprire la pagina e per scaricare, la prima volta che apri una fattura, il motore che compone il PDF; i modelli di stampa che non hai ancora usato e lo ZIP scaricano il loro pezzo la prima volta che li scegli. Da quel momento il lavoro è tutto sul tuo computer: i file non vengono mai inviati da nessuna parte.
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